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pino

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martedì 28 maggio 2013

anch'io!

Seguo spesso alcuni blog dei miei “amici di villaggio”, tra cui quelli di Sabina e Criszac, che hanno fatto un bilancio di questo percorso e manifestato le loro intenzioni future.
Mi sembra un’ottima idea e ho deciso di farlo anch’io, come una sorta di bilancio tra le “entrate” e le “uscite”…

(IDEE) ENTRATE:

      Ho  imparato un sacco di cose e ho cominciato a sperimentarle (sfidando le facce incredule delle mie figlie)  anche se a volte in modo un po’ maldestro: eppure è bastato per entusiasmarmi ancora di più! Ho sempre desiderato acquisire conoscenze informatiche, ma ero convinta che fosse un obiettivo per me troppo alto. Qui, insieme a un maestro formidabile, tanto quanto i miei compagni di classe, mi si è aperto un mondo e, soprattutto, sono riuscita a mettere un piede dentro!
  

Molto non l’ho imparato: perché non l’ho capito o perché 
non ho avuto il tempo di “digerirlo”. Ma moltissimo ho 
 accantonato perché in un secondo momento lo andrò 
recuperare e allora aggiungerò altri pezzetti al mio percorso.


  Oltre alle conoscenze informatiche, la mia mente si è aperta a tante esperienze nuove, a desideri condivisi, a scambi di buone pratiche,… E’ stato un percorso anche di tipo culturale e professionale.
   Anch’io credo che i rapporti del/nel web non possano sostituire quelli della/nella realtà, ma questa compagnia con cui ho condiviso il cammino finora mi ha aiutato a non perdere l’entusiasmo e ad insistere nell’essere elemento vivo all’interno della mia scuola.


    Ho sperimentato un modo di imparare le cose che per me sarà fonte di riflessione ancora per parecchio tempo….

      (IDEE) USCITE:

           L’idea di aprire un blog di classe mi frullava già nella testa da tempo: ora è diventata un progetto che mi riprometto di attuare con il prossimo anno scolastico.                




Mi piacerebbe continuare o rifare un’esperienza come questa, anche l’anno prossimo: ho la speranza che, magari….partendo non proprio da zero….come si dice in questi casi? Riesca a colmare le numerose lacune della mia preparazione…

Bellissimo poi sarebbe se si potesse mantenere una qualche forma di contatto tra noi "villici"! Non so come, perché mi rendo conto che io ho poco da dare…e non è carino dire agli altri che devono lavorare per me… però una sorta di piattaforma per continuare a scambiarci idee, riflessioni, esperienze mi piacerebbe proprio.
 

Che dire ancora? Sono felice!

domenica 26 maggio 2013

uno strumento per storia

Pasticciando in giro (di solito mi dico che sto lavorando…) mi sono imbattuta in una applicazione che non conoscevo:  “WhenInTime”, una applicazione che dà la possibilità di costruire linee del tempo.

Non è necessario scaricarla: basta registrarsi  e in pochi minuti si ha l’accesso al programma.
La registrazione però è necessaria solo se si vuole creare un prodotto: per guardare le linee del tempo, è sufficiente una connessione internet! Questa è già una comodità per l’uso didattico.

L’utilizzo mi è sembrato semplice e intuitivo. Effettuato il login, si clicca “crea Timeline” e si può cominciare il lavoro:



Appare una scheda che richiede di specificare il titolo della linea del tempo e di fornire una  breve descrizione dell’argomento:


Molto interessante è la possibilità di scegliere (e di modificare in seguito) i destinatari del prodotto:


Terminate queste operazioni inizia la cronologia vera e propria.
Per ogni avvenimento che si vuole aggiungere si compila una maschera nella quale è possibile inserire anche immagini e collegamenti video:


“WhenInTime” dà la possibilità di lavorare sul singolo evento, senza preoccuparsi di seguire da subito la corretta scansione cronologica, perché mette poi gli eventi nel giusto ordine, automaticamente. Questa funzione è ottima sia per me insegnate, in quanto posso sistemare,modificare, togliere o mettere eventi, in qualsiasi momento e molto facilmente, sia per gli studenti: possono lavorare alla stessa linea temporale contemporaneamente, aggiungendo gli eventi anche in momenti diversi.


 Tutti gli eventi inseriti sono raccolti in una sintesi:


Il risultato finale è molto interessante e ricco. Basterà collegarsi al sito, cercare il titolo del lavoro (sotto il titolo compare il nome dell’autore)  e aprirlo…


…mantenendo intatta l’interattività dell’insieme!













lunedì 20 maggio 2013

ESPERIENZE DI CARTA


E l’odore? Dove lo volete mettere l’odore della carta? Lilla alla violetta, avorio alla vaniglia,… e il rumore? Quando strappi la busta e apri i fogli…e la consistenza? Sotto i polpastrelli liscia, ruvida, porosa, lucida,…
E la sorpresa! Ah, la sorpresa! E’ arrivata? E’ arrivata! Ma da chi ? forse da…. E infine quel momento di solitudine, necessario per  gustare tutte le sensazioni insieme e per leggere le parole che avevamo tanto aspettato…

Stanca dei litigi e dei panni lavati nella piazza di FB, un book gestito da tante face troppo piccole (in teoria) per permettersi un profilo e troppo immature per saperlo gestire, ho deciso di passare all’azione.
Unità didattica di italiano su una tipologia testuale : la lettera.
Bene. Ho costruito con del cartone una scatola sulla quale ho incollato l’immagine di un’antica cassetta delle lettere. 
Poi l’ho portata in classe e l’ho appoggiata sulla cattedra, sotto gli occhi curiosi dei miei alunni. L’ho lasciata lì, apparentemente abbandonata e ho cominciato la lezione : la formula di saluto, l’introduzione…blablabla…il corpo centrale…blablabla…la formula di saluto….
Alla fine ho dato questo compito: ognuno di loro avrebbe dovuto sorteggiare il nome di un compagno di classe e non avrebbe dovuto rivelarlo a nessuno. Quel compagno sarebbe stato il destinatario di una lettera.
“Ma cosa devo scrivere, prof?!”
Quello che vuoi. Ti metti davanti a un foglio (vero) con una penna (vera) e cominci: “Caro…” e scrivi quello che ti viene in mente. Poi pieghi il foglio, lo metti in una busta (vera) con l’indirizzo e tutto, e la imbuchi in questa cassetta della posta.
Una settimana di tempo.

Ogni mattina, prima dell’inizio delle lezioni, qualcuno si avvicinava alla cassetta e infilava una busta. Dopo una settimana non stavano più nella pelle!
Ho aperto la scatola e ho cominciato a chiamare uno per uno i destinatari delle missive. Nessuno sapeva da chi avrebbe ricevuto la lettera. Venivano alla cattedra e poi tornavano al posto rigirando tra le mani la propria busta. Qualcuno aveva perfino disegnato il francobollo.

Come sempre, anche questa volta ci sono stati i “furbi”, quelli che misonodimenticato, l’holasciataacasa, nonsapevocosascrivere…. . Pochi, ma c’erano. Non ho dovuto rimproverarli: ci aveva pensato lo sguardo deluso dei compagni che, a causa loro, non avevano ricevuto nulla.

domenica 12 maggio 2013

VALUTARE E MISURARE


Si stanno avvicinando i famigerati test INVALSI e sulle pagine dei giornali si trova di tutto : dalla difesa totale  alla critica più feroce.  Questi test mi interessano poco: credo che vengano fatti (non so se bene o male) con altri fini rispetto alla valutazione degli studenti, che, invece, mi interessa moltissimo.  Un tema, quello della valutazione, che crea problemi a molti insegnanti visto quello che è successo recentemente al liceo Berchet di Milano, uno dei licei storici della città. (http://archiviostorico.corriere.it/2013/aprile/09/Scuola_valutazione_criteri_capovolti_co_0_20130409_f4f8d1b0-a0d8-11e2-9c13-69dbb89f7f7d.shtml)

Ho sempre speso tanta energia per trovare sistemi  che mi portassero a una “giusta” valutazione: ho detto “giusta” e non semplicemente “corretta”,volutamente.
La parola “correttezza “ mi richiama immediatamente alla mente un ambito di tipo matematico. E’ quello che applico quando mi trovo a correggere, per esempio, dei lavori che prevedono richieste e risposte (grammatica, storia,..). In questo caso non è difficile: solitamente assegno un “valore” a ciascuna risposta in base agli elementi che deve contenere; in questo modo, alla fine, si tratta semplicemente di  sommare e dividere…  Già all’origine prevedo domande diverse in base alle capacità e ai livelli dei miei studenti.

Poi c’è…il tema.
Il caro, vecchio tema: è sempre estremamente qualcosa di personale e di creativo. Sì, certo, vengono indicati l’argomento e la tipologia testuale, ma all’interno di questo recinto ciascuno elabora, rielabora, inventa, …  E tutto questo ”fare” è intimamente collegato all’”essere”. Stesso argomento, ventisette temi diversi. Perché in quelle righe, nascoste tra le parole (che possono essere belle o brutte, sintatticamente connesse oppure ..sparse) ci sono le esperienze , i vissuti e le emozioni di chi scrive.
E qui viene il bello: non sono mai completamente soddisfatta della valutazione. Dopo aver “misurato” la parte oggettiva dello scritto (ortografia, sintassi, rispetto della tipologia e pertinenza….insomma, ancora una volta la correttezza!), ho davanti il contenuto e mi assalgono spesso mille dubbi: ha detto questo, ma voleva dire quello, …è una frase inusuale,ma quanto è originale, …che fatica deve aver fatto per poter parlare di questo e quello….
Ho usato,cambiato e inventato mille tabelle e descrittori: ogni volta mi dico che non va bene.



Ma la cosa peggiore, quella che mi mette maggiormente in difficoltà, sono i "lavori di gruppo". Ho con loro un rapporto di odio-amore, proprio perchè ho sempre la sensazione che alla fine non mi sia rimasto nulla! Come distinguere il lavoro dell'uno da quello dell'altro? Già spesso bisogna capire chi ha lavorato veramente e chi no... Quest'anno, avendo una terza e quindi allievi abbastanza "grandi", avevo pensato che il mio obiettivo finale dovesse essere insegnare loro come si lavora collaborando.
Non mi interessava valutarli.


Non è stato possibile. Hanno un’età in cui molti di loro, se non sanno di essere interrogati e valutati, non fanno nulla. E poi rimangono delusi : “Prof, ma non mi mette il voto sul diario?”. Eppure, l’idea di abituarli (almeno qualche volta) a lavorare solo per imparare qualcosa …è un’idea che mi affascina.
Non ci rinuncerò facilmente.





giovedì 9 maggio 2013

sabato 4 maggio 2013

IL VECCHIO E IL NUOVO

Domenica scorsa, approfittando del sole tra un diluvio e l'altro, ho piantato sul mio piccolo balcone milanese le piantine grasse ( le uniche che non mi muoiono dopo tre giorni...). Mentre contemplavo il mio lavoro, lo sguardo mi è caduto sul pino (?) che c'è nel giardino del mio palazzo e soprattutto sulle gemme nuove. Un flash: improvvisamente ho capito che poteva essere una sintesi di tanti discorsi fatti recentemente nei commenti. 
Il nuovo e il vecchio. In un unico ramo. Perché uno ha bisogno dell'altro.

Così, ho preso la macchina fotografica e poi, smanettando sulle impostazioni di blogger ho capito come inserire la foto sotto il titolo!
(un piccolo passo per il villaggio, ma un grande passo per me!)
POST DI PROVA 2

Ho seguito il post del Prof.e adesso provo a inserire un video. Siccome ho Blogger, dovrebbe essere semplice. Perciò decido di farmi male da sola e provo a mettere quello della spiegazione del trackback (che non è uno dei miei concetti preferiti...)
                       

mi sembra che la cosa funzioni.
e sono molto MOLTO contenta!


poi mi accorgo che nella barra in alto c'è un tastino che significa "inserisci un video": provo.


vedo che funziona comunque. E' sufficiente copiare l'indirizzo in alto del video.



mercoledì 1 maggio 2013



POST DI PROVA

sto cercando di capire come si inseriscono filmati nel blog.

se io voglio parlare di vulcani, inserisco un link ma poi mi si apre tutta la pagina.

non mi piace.